Quando spuntano i primi dentini da latte?
Vengono chiamati denti "da latte" perché hanno un colore più lattescente rispetto ai denti permanenti che hanno invece una colorazione maggiormente tendente al giallo.
Vengono chiamati denti "da latte" perché hanno un colore più lattescente rispetto ai denti permanenti che hanno invece una colorazione maggiormente tendente al giallo.
Uno spazzolamento troppo energico può portare ad un'aumentata sensibilità ai nostri denti, e non solo!
Esistono diversi tipi di protesi per sostituire i denti mancanti, che vengono scelte a seconda del numero dei denti persi, delle caratteristiche della bocca della persona, delle sue esigenze estetiche e delle possibilità economiche.

Ti è mai capitato di sorridere con la bocca chiusa? Di coprire i denti con la mano in una foto? Di sentirti a disagio quando qualcuno ti parla da vicino perché sai che i tuoi denti non sono come vorresti?
Se è così, sappi che non sei solo/a. È una sensazione che conosciamo bene, perché ogni giorno la ascoltiamo dai nostri pazienti. E sappi anche questo: quella sensazione può finire.
Gli allineatori trasparenti hanno cambiato in modo radicale il modo di fare ortodonzia. Non solo perché sono invisibili — ma perché hanno abbattuto l'unico vero ostacolo che per anni ha impedito a migliaia di adulti di agire: la paura dell'apparecchio.
Studio Dentistico Dott. M. Caneva • Trieste (TS) • Implantologia e riabilitazioni totali
Ci sono storie che iniziano con la paura e finiscono con un sorriso. Quella di Elisabetta è una di queste: un percorso che racconta come fiducia, precisione e umanità possano trasformare non solo un sorriso, ma anche il modo di vivere se stessi. Prima di raccontarti la sua storia, guarda con i tuoi occhi la trasformazione che ha cambiato la sua vita.
Le immagini mostrano il percorso di Elisabetta: dal sorriso compromesso e instabile a un risultato stabile, armonioso e naturale, ottenuto nel nostro Studio Dentistico Dott. M. Caneva di Trieste.
Il succhiamento del dito é al giorno d'oggi un'abitudine molto frequente nei paesi occidentali. Viene considerata fisiologica nei neonati e nei lattanti ma se protratta a lungo termine, soprattutto dopo i 4 anni di età, può influenzare negativamente la crescita favorendo una malocclusione.
Molto spesso le persone dopo i 60 anni ritengono che sia normale perdere i denti, quasi trascurando la salute orale.Considerata inoltre la tendenza all’aumento della speranza di vita alla nascita (che per le donne risulta di 85 anni mentre per gli uomini di 80,6 anni – dati Istat relativi all’anno 2016), è fondamentale motivare le persone a mantenere costante e regolare l’igiene orale e i controlli periodici dal dentista e dall’igienista dentale.
A cura del Dott. Marco Caneva — Odontoiatra esperto in Implantologia, Studio Dentistico Caneva, Trieste.
Dottorato di Ricerca in Implantologia, pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, oltre 35 anni di esperienza in riabilitazioni implantari complesse.
C'è un momento preciso in cui perdi un dente. A volte è improvviso — un trauma, una frattura. A volte arriva dopo anni di problemi ignorati. In entrambi i casi, quello che rimane non è solo uno spazio vuoto in bocca.
È un'insicurezza che si insinua nel sorriso. È la tendenza a coprire la bocca con la mano nelle foto, a masticare sempre dallo stesso lato, a evitare certi cibi. Piccole rinunce quotidiane che sembrano banali, ma che nel tempo cambiano il modo in cui ti senti — e il modo in cui gli altri ti percepiscono.
Se stai leggendo questo articolo, probabilmente sai di cosa parliamo. E allora è giusto che tu sappia anche questo: esiste una soluzione che non è un compromesso. Si chiama impianto dentale, e oggi è la risposta più affidabile e duratura alla perdita di un dente.
La prima cosa che molti pensano quando perdono un dente è: "È in fondo, non si nota". O anche: "Per ora me la cavo lo stesso".
È comprensibile. Ma è anche un errore che si paga nel tempo.
Quando un dente viene a mancare, l'osso sottostante inizia immediatamente a riassorbirsi. Senza la stimolazione della radice, l'osso si atrofizza — e con lui si modificano i denti adiacenti che tendono a inclinarsi verso lo spazio libero, e la masticazione si redistribuisce in modo scorretto, creando sovraccarichi su altri denti.
In parallelo, i denti antagonisti (quelli del lato opposto) tendono ad allungarsi verso il basso, perdendo il loro punto di contatto naturale. Quello che sembrava un problema isolato diventa, nel giro di pochi anni, un problema che coinvolge anche altri denti e la masticazione.
Non aspettare. Ogni mese che passa rende il percorso più complesso — e spesso più costoso. Nel nostro studio a Trieste lo vediamo spesso: pazienti che arrivano dopo anni di rimandi, con una situazione ossea che nel frattempo si è complicata.
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