Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno
Ti è mai capitato di vedere il respiro del tuo partner o di tuo figlio bloccarsi nel sonno? Ti è mai successo di chiederti il perché di tanta stanchezza nonostante le giuste ore di sonno? Tua moglie o tuo marito si lamenta del tuo russare?
Se ti sei rivisto in una o più situazioni, questa è l'occasione giusta per trovare delle risposte!
Il pensiero comune ritiene che sia normale russare e invece a volte può nascondere delle patologie.
Molte persone non sono a conoscenza di soffrire di un altro comune problema di tipo respiratorio denominato OSAS cioè sindrome delle apnee ostruttive nel sonno, che consiste in una ripetuta interruzione del respiro durante il sonno. Questa patologia è considerata mortale perché favorisce l’insorgenza di alcune delle più pericolose patologie croniche, compromette la qualità di vita durante le attività giornaliere e aumenta il rischio di incidenti stradali, rappresentando la causa principale dei famosi “colpi di sonno” al volante. Nel 2015 è stato infatti indetto un decreto che vieta il rilascio e il rinnovo della patente alle persone che soffrono di questa sindrome e che non dimostrino di trattarla con una terapia.
In genere sono i famigliari o il partner a notare per primi questi arresti del respiro, che li spaventano moltissimo in quanto possono durare anche per molti secondi. Nel caso in cui però non ci sia un partner che possa percepire questi sintomi, la persona andrà incontro alle conseguenze di questo disturbo senza esserne consapevole. Pertanto, risulta essere fondamentale un’azione da parte delle figure mediche, tre le quali il medico di base, lo pneumologo, l’otorinolaringoiatra e l’odontoiatra che attraverso alcuni questionari e test specifici possono identificare le persone affette da questa patologia e risolverla il prima possibile.
LA SINDROME DA APNEE NOTTURNE

Cos’è
In una situazione fisiologica di normalità, l’attivazione dei nostri muscoli ci consente di mantenere libere le vie aeree. Durante la notte, quando siamo in posizione distesa, se la muscolatura non si attiva, i nostri tessuti possono collassare e ostruire le vie aeree generando un’interruzione del flusso respiratorio.
L’apnea notturna è una malattia cronica in cui si verifica un ripetersi di eventi di ostruzione aerea che ci portano a dei casi effettivi di apnea, ovvero di mancanza di respiro.
Questa interruzione del respiro, comporta effetti importanti sulla nostra salute in quanto si ripercuote sull’ossigenazione del sangue e dunque sulla salute.


Una percentuale elevatissima della popolazione risulta essere colpita da questa malattia in maniera del tutto inconsapevole.
Nella maggior parte dei casi, le persone affette da apnea notturna, non accusano alcuna sintomatologia e questo sfocia in una mancata diagnosi nel 95% dei casi. Tanto che viene definita “patologia sommersa”, proprio per l’elevato numero di casi in cui rimane nascosta.

La mancata diagnosi può condurre a rischi elevati, addirittura di mortalità, in quanto si tratta di una malattia spesso concatenata ad altre patologie, quali ad esempio complicazioni cardiovascolari o respiratorie, diabete e tumori. Proprio a causa di questa correlazione, è molto importante non sottovalutare l’apnea.
Come si manifesta
Come capire se siamo affetti da apnea notturna?
Ci sono situazioni in cui si presentano evidenti sintomi associati e altre in cui non se ne riscontrano.
I sintomi sono di due tipi: diurni e notturni
I primi si manifestano con un’eccessiva sonnolenza che può portare, perfino, ad
- addormentarsi durante il giorno in luoghi insoliti;
- deficit di concentrazione;
- mal di testa mattutino e irritabilità.
Per quanto concerne i sintomi notturni, invece, ci troviamo in situazioni in cui le persone hanno un russamento persistente e rumoroso con risvegli improvvisi e il blocco del respiro.
Se la persona soggetta non si accorge di questi sintomi è molto difficile diagnosticare la malattia.
Le apnee non ci svegliano e di fatto non ci accorgiamo di soffrirne.
Solitamente è il genitore o il partner a captare il problema portandolo alla luce, motivo per cui, in molte occasioni, la persona soggetta viene accompagnata dal medico da chi è testimone di queste avvisaglie.
Tali interruzioni del respiro, per essere definite apnee, devono avere una durata superiore ai 10 secondi e devono verificarsi più di 5 volte nell’arco di un’ora, altrimenti, rientrano in una condizione di normalità.
Ci sono alcuni segni e sintomi caratteristici che ci possono far insospettire:
- eccessiva sonnolenza diurna;
- russamento persistente e rumoroso;
- sonno non ristoratore con risvegli frequenti;
- evidenza di pause respiratorie durante il sonno riferite dal partner;
- nicturia (eccessiva diuresi notturna);
- cefalea e bocca secca al risveglio;
- deficit di memoria e di concentrazione;
- riduzione della libido.

Chi è maggiormente colpito da questa malattia?
Storicamente il fenomeno di apnea notturna veniva associato a persone adulte e obese.
In realtà è presente anche in persone magre e nei bambini, sebbene con delle differenze a livello sia di sintomi che di terapia indicata.
Mentre l’adulto risponde all’apnea con una sonnolenza aumentata, il bambino lo fa con una manifestazione di iperattività.
Per quanto riguarda la terapia, nel bambino si può intervenire sulle caratteristiche anatomiche in quanto, l’apnea può essere associata ai tessuti delle adenoidi.
Togliere le tonsille e le adenoidi o correggere la struttura della bocca, intervenendo, ad esempio, su un palato stretto o su un problema di mandibola arretrata, in favore di uno sviluppo corretto, possono risolvere il problema evitandone la persistenza in fase adulta.
Come va affrontata questo tipo di malattia?
Come prima cosa viene eseguito uno screening utilizzando dei questionari atti a valutare il livello di sonnolenza della persona. Quando viene accertata l’esistenza effettiva di un rischio, si procede con un’indagine più seria volta a monitorare il numero e la durata di apnee che la persona ha durante la notte.

Esistono più gradi di severità, ai quali corrispondono terapie differenti.
- La terapia principale, utilizzata nelle forme più severe, viene eseguita dallo pneumologo che assegna una mascherina nasale che somministra ossigeno e mantiene pervie le vie aeree.
- Un’altra soluzione è quella eseguita dal dentista grazie all’ausilio del “bite”, ovvero un apparecchio dentale trasparente che funge da cuscinetto tra l’arcata superiore e quella inferiore, mantenendo la mandibola in una posizione più avanzata e consentendo di lasciare pervie le vie aeree, impedendo che nella notte i tessuti collassino.
- Seguire un corretto stile di vita: evitare l’assunzione di alcolici soprattutto nelle ore serali, l’utilizzo di sedativi prima di andare a dormire, praticare un regolare esercizio fisico, smettere di fumare e, in presenza di sovrappeso, ridurre il peso corporeo; Se nelle forme lievi, uno stile di vita corretto può risolvere il problema, nei casi di severità maggiore è necessaria una cura vera e propria.

Non si tratta di una scelta ma di un obbligo. Soffrire di apnea notturna non è meno grave o meno importante di soffrire, ad esempio, di pressione alta e come per la pressione alta, bisogna sottoporsi ad una cura.
Questo problema, inoltre, ha un impatto notevole anche sugli incidenti stradali in quanto la stanchezza sottopone al rischio di addormentarsi involontariamente alla guida e se non trattata comporta il ritiro della patente in quanto pericolo per la persona stessa e per gli altri.
Come comportarsi se si pensa di essere affetti da questo problema o che a soffrirne possano essere il nostro partner o i nostri figli?
L’unica soluzione per valutare la presenza o meno della malattia è quella di sottoporsi ad uno screening:
Nel nostro Studio eseguiamo la polisonnografia, o poligrafia, che è un’indagine strumentale che si effettua con un apparecchio, il poligrafo, che viene collegato al paziente tramite dei sensori cutanei situati alle estremità di diversi cavi, e permette di:
- rilevare le apnee e le ipopnee durante il sonno,
- monitorare i movimenti del torace e dell’addome,
- classificare le apnee in centrali, ostruttive o miste,
La polisonnografia è un esame del tutto indolore e non invasivo.
Per eseguire il test si può prenotare un appuntamento telefonando al numero 040 77 23 38 oppure cliccando qui
