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Pedodonzia nel bambino

Che cos'è la pedodonzia e a chi è rivolta

La carie in età evolutiva è sempre un problema a cui correre subito ai ripari. Per fortuna c'è la pedodonzia, una branca dell'odontoiatria che si occupa di prevenire e curare alcune patologie odontostomatologiche che si creano dai primi anni di vita di un bambino fino all'adolescenza.

Già dai 4 anni i bambini sono soggetti a carie che si forma attraverso la placca batterica, ricca di batteri e residui organici provenienti dai cibi che si ingeriscono. La carie nei bambini è molto frequente perché lo smalto dei denti è più sottile e quindi facilmente attaccabile dalle aggressioni esterne.

Per ovviare a questo inconveniente bisogna far eseguire al bambino dei trattamenti, la fluoroprofilassi e la sigillatura dei solchi, che rientrano nella pedodonzia e che permettono di risolvere il problema carie.

La fluoroprofilassi

Per fluoroprofilassi si intende un trattamento di prevenzione che prevede l'applicazione di fluoro sullo smalto dei denti per rinforzarlo davanti all'attacco acido della placca batterica: è assolutamente indolore e va fatto ai bambini sin dai 4 anni di età.

L'azione del fluoro agisce direttamente sui denti andando a modificare la forma e la resistenza, riducendo l'attivtà dei batteri e la loro presenza. Questo trattamento non ha nessuna controindicazione e può essere eseguito su tutti i bambini.

L'importanza del fluoro nella pedodonzia è fondamentale come il calcio e il fosforo.

Il fluoro è un minerale presente in molti alimenti che riescono a dare all'organismo solo al 40%, poco per poter garantire la formazione di ossa e denti. Per dare il giusto apporto di fluoro ai bambini, si possono somministrare delle gocce da sciogliere in qualsiasi bevanda.

La sigillatura dei solchi

Questa sigillatura viene eseguita quando i solchi risultano essere molto eccentuati e quindi diventa problematico rimuovere i residui di cibo anche dopo un'accurata ed attenta pulizia.

Per risolvere il problema, viene applicata sui denti (e in particolare sui molari perché sono quelli più soggetti a carie) una resina bianca e liquida che azzera la formazione di nuove lesioni di carie e facilita la pulizia dei denti.

Oltre alla resina, vengono utilizzati altri materiali come il cemento ionomerico che ha la capacità di rilasciare fluoro e viene applicato su quei bambini che hanno un alto rischio di carie o denti già cariati.

Questo trattamento è assolutamente indolore e durante l'applicazione non viene rimosso lo smalto sano dei denti. L'efficacia della sigillatura, a distanza di alcuni anni risulta essere molto alta, infatti in alcuni casi tocca circa il 90% di percentuale. Una nuova sigillatura va effettuata quando la precedente comincia a consumarsi.

Valutare i segnali di possibili problemi occlusali

I denti da latte hanno inoltre l’importante ruolo di guida per la crescita dei futuri denti permanenti, che potranno svilupparsi in modo corretto e nella direzione giusta.

Infatti, Luigi verso i 12 anni ha dovuto applicare l’apparecchio dentale per aver perso lo spazio che era destinato ai denti permanenti. Come si può vedere dalla foto in basso, il canino di sinistra doveva erompere nella sua posizione corretta ma non ha potuto farlo per mancanza di spazio, dovuta dalla perdita prematura del dente da latte a causa della carie. Ogni dente ha la sua funzione, quando togliamo quella funzione provochiamo uno squilibrio nella bocca che si riflette poi anche nel resto del corpo.

La carie o altre malattie che colpiscono i denti da latte possono essere trasmesse ai futuri denti permanenti. È quindi necessario prestare molta attenzione durante il periodo della dentizione mista, nel quale convivono denti da latte e denti permanenti.

Questi ultimi richiedono tempi più lunghi per giungere alla completa formazione e sono più facilmente aggredibili dalla carie presente nei denti da latte.

Rispetto ai denti da latte e alla loro salute, verso i 18-24 mesi è meglio abbandonare l’uso del ciuccio e del biberon, in modo che il bambino familiarizzi con il bicchiere, la tazza e le posate, evitando che la suzione prolungata comprometta la dentatura e la corretta occlusione.

Inoltre, quando si utilizza la tettarella o il ciuccio, è consigliato evitare di passarli nel miele o in sostanze zuccherose che potrebbero favorire l’insorgenza della carie e di altre malattie, come è accaduto nel caso di Luigi.

È meglio effettuare la prima visita odontoiatrica verso i 18-24 mesi, anche se non vi fossero specifiche problematiche dentali.

Le visite di controllo, a iniziare dalla prima, permettono all’odontoiatra e all’igienista dentale di valutare lo stato di salute generale della bocca, delle gengive e dell’articolazione temporo-mandibolare; inoltre l’odontoiatra potrà controllare che i denti presenti siano sani e che la loro occlusione sia corretta.

Vi sarà anche la possibilità di verificare la presenza di abitudini sbagliate che possono alterare lo sviluppo regolare della dentizione (come l’uso del ciuccio o il succhiamento del dito) e di spiegare al bambino e ai genitori gli elementi fondamentali della prevenzione, come l’igiene orale domiciliare e una corretta alimentazione.

Eventualmente saranno programmate le diverse fasi del piano di trattamento, nel caso fossero presenti patologie o situazioni a rischio.

Abitudini visiate del bambino

Succhiare il dito, succhiare il labbro o mangiare le unghie sono molto spesso dei comportamenti che vediamo nei bambini e che con il tempo diventano delle abitudini.

Se queste si protraggono nel tempo, possono causare delle conseguenze sia a livello dei denti (i denti anteriori superiori si inclinano in avanti assumendo un aspetto da “tricheco”), sia a livello delle strutture che tengono i denti, cioè la mascella e la mandibola: il palato diventa stretto e profondo, la mandibola viene spinta all’indietro e si crea un disequilibrio della muscolatura.

Molto importante è anche la conseguenza che si ha sulla posizione della lingua.

Normalmente la lingua dovrebbe trovarsi con la punta a contatto del palato subito dietro ai denti anteriori dell’arcata superiore, sia quando il bambino tiene la bocca chiusa sia quando deglutisce.

Nel caso della presenza del dito però la lingua trova un ingombro meccanico e si posiziona più in basso, determinando così un tipo di deglutizione denominata atipica, in cui il bambino per inghiottire la saliva è costretto a contrarre i muscoli del viso.

Nel caso in cui il bambino si abitui alla posizione più bassa della lingua, si potranno presentare delle problematiche anche nell’articolazione delle consonanti dentali (t e d) e di quelle sibilanti (s e z).

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