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L’importanza dei denti nella terza età

Molto spesso le persone dopo i 60 anni ritengono che sia normale perdere i denti, quasi trascurando la salute orale.Considerata inoltre la tendenza all’aumento della speranza di vita alla nascita (che per le donne risulta di 85 anni mentre per gli uomini di 80,6 anni – dati Istat relativi all’anno 2016), è fondamentale motivare le persone a mantenere costante e regolare l’igiene orale e i controlli periodici dal dentista e dall’igienista dentale.

Un recente sondaggio eseguito sulla popolazione italiana ha rilevato che un terzo delle persone tra i 65 e 75 anni ha perso oltre 10 denti, e che il 15% degli over 65 ne è del tutto privo. La mancanza di denti influisce molto sulla vita di relazione delle persone, determinando molto spesso un disagio estetico importante.

Non è però solo questo l’aspetto che bisogna tenere in considerazione. Compromettendo la capacita masticatoria, la perdita dei denti viene considerata una delle principali cause di malnutrizione nell’anziano, alla quale si associa un peggioramento delle malattie croniche e della qualità della vita. Una ridotta masticazione rende inoltre gli anziani a rischio per lo sviluppo di deficit cognitivi, demenza e depressione. Oggi sappiamo infatti che l’atto masticatorio favorisce l’afflusso di sangue al cervello, agendo positivamente su memoria, apprendimento e stato di veglia. La mancanza di denti provoca modificazioni anche al viso, tra le quali, labbra cadenti, riduzione della parte inferiore del volto, mento evidente, approfondimento dei solchi e delle rughe attorno alla bocca.

Per la salute orale ma in generale per il nostro benessere psico-fisico risulta fondamentale adottare stili di vita sani e corretti, che ci permettono di mantenere elevata la nostra qualità di vita, sia dal punto di vista fisico sia da quello psicologico e sociale.

Consigli utili

  • Un’alimentazione varia ed equilibrata, completa di tutti quei nutrienti di cui l’organismo ha bisogno: cereali integrali, frutta, verdura, pesce, carni bianche, olio extravergine di oliva, riducendo al minimo carni rosse, zuccheri, burro e altri grassi animali.
  • Una regolare idratazione dell’organismo, in ogni stagione anche d’inverno, bevendo molta acqua ed evitando le bevande zuccherate.
  • Il movimento, che non significa necessariamente uno sport specifico ma le tante attività fisiche che possiamo svolgere durante la giornata: dalle semplici passeggiate al fare le scale a piedi invece di prendere l’ascensore, andare quando possibile a piedi nei luoghi che più spesso frequentiamo (lavoro, mercato, negozi, case di amici e parenti), riducendo al minimo l’utilizzo dei mezzi pubblici e soprattutto dell’automobile, fare giardinaggio o coltivare un orto. Queste diverse attività fisiche ci permettono di mantenere il tono muscolare e il respiro regolare, utili per una migliore circolazione sanguigna.
  • Le attività che stimolano le capacità cognitive e favoriscono la concentrazione: leggere, scrivere, andare al cinema o al teatro, fare le parole crociate o altri giochi enigmistici, imparare una lingua straniera, praticare un hobby.
  • Le attività sociali che ci permettono di stare insieme agli altri, di relazionarci e di confrontarci: il tempo libero con gli amici, i giochi di società, praticare uno sport o attività fisica insieme ad altre persone, viaggiare e conoscere persone nuove, organizzare delle piccole feste o cene per gli amici.

 

La storia della signora Pina

Quante volte sentiamo le persone affermare: “Se perdo i denti, mi metto la dentiera!”; ma poi quanti di loro l’hanno messa e quanti invece hanno trovato una soluzione alternativa? Vale la pena a questo punto raccontare la storia della signora Pina, che ci aiuterà a riflettere.

Per 30 anni della sua vita Pina è stata un’insegnante di italiano. Amava tantissimo il suo lavoro e molto spesso la sua casa diventava un salotto letterario in cui si raccontavano i fatti di una volta e si commentavano romanzi e poesie. Pina amava leggere ma ancor di più condividere i pensieri e le idee dei tanti scrittori, sia classici sia contemporanei, che aveva letto e studiato nella sua carriera. Pina continuava a coltivare la sua passione per la lettura: leggeva sempre e, visto che con l’età a volte si dorme di meno, a 81 anni leggeva per gran parte della notte in compagnia del suo abat-jour sul comodino di fianco al letto.

Quando suo marito era ancora in vita, spesso le diceva: “Pina, chiudi la luce e dormi perché domani hai un altro giorno per leggere”. Ma lei non poteva interrompere questa sua passione e così continuava indefessamente, come se fosse stato il suo ultimo giorno, come se sentisse che prima o poi non avrebbe potuto più leggere. E così purtroppo avvenne: una grave patologia aggredì i suoi occhi, in modo tale da impedirle di leggere. Pina, grazie al suo carattere determinato, non si arrese, anzi continuò a studiare e a “leggere” a suo modo anche senza l’uso della vista, lo faceva con il cuore e con la mente. Gli amici, i colleghi ed ex studenti andavano quasi quotidianamente a farle visita e in questo modo aveva l’occasione, anche attraverso la sua formidabile memoria, di riannodare i legami con i tantissimi libri che aveva letto nella sua vita. Fino al giorno in cui ebbe un grave problema con i suoi denti.

Si recò da noi, senza perdere tempo, per avere una protesi mobile, la classica dentiera. Questa novità procurò però a Pina un evidente stato di depressione perché questa protesi le impediva di parlare ed esprimersi liberamente, forse l’unica cosa veramente importante che le era rimasta. In questa situazione di forte difficoltà, nonostante l’età e godendo comunque di un’ottima salute, prese con determinazione una decisione irrevocabile: scelse di ritornare ad avere un impianto fisso, che le permettesse di vivere senza timori o problemi la sua intensa vita sociale.

Ricordiamo ancora con emozione le parole che ci disse: “Sono ben consapevole di avere 81 anni, ma se devo vivere così preferisco morire subito. Dottore, lei mi deve aiutare: anche se vivrò ancora sei mesi, li voglio vivere in modo dignitoso. Sapere che potrei perdere la dentiera mentre parlo, oppure sputare, mi crea una tristezza infinita, mi toglie la voglia di vivere perché il mio scopo è quello di dialogare e insegnare: se mi vien tolto questo, non mi resta più nulla”. Valutammo bene il bisogno e la richiesta della signora Pina e alla fine decidemmo di intraprendere un piano terapeutico per l’installazione di impianti e quindi di un sistema protesico fisso. Fu una scelta vincente quella di ridare alla signora Pina la condizione fondamentale che le permetteva di riacquisire quel senso e quell’amore per la vita che per un periodo aveva smarrito.

Questo racconto per noi è importante perché la signora Pina ha vissuto fino a 98 anni e ha potuto continuare a insegnare, a incontrare gli amici e a parlare con loro libera da preoccupazioni rispetto alla sua salute orale e alle sue capacità. Molto spesso ci sentiamo dire dalle persone anziane, con un’espressione di rassegnazione: “Non faccio nulla perché tanto mi rimane poco tempo da vivere!”. Noi pensiamo che sia determinante “come” vogliamo vivere questa parte della vita: Pina ha scelto di viverla fino in fondo perché ha saputo coltivare le sue passioni ma soprattutto ha avuto a cuore la dignità della propria persona, in ogni suo aspetto.

Gli impianti dentali hanno cambiato la vita di molte persone anziane e non; servono a sostituire la radice mancante del dente e vengono installati qualora non sia possibile in nessun modo mantenere il dente naturale. In molti casi possono essere anche un’alternativa migliore rispetto a una protesi mobile. Bisogna comunque comprendere che mantenere i propri denti naturali rappresenta il primo obiettivo: ogni elemento che fa parte del nostro corpo ha una sua funzione e un suo significato. Quando qualcuno ci dice: “Tanto si vive anche senza un dente!”, noi rispondiamo: “È vero, si può vivere anche senza una gamba!”. Non si tratta semplicemente di vivere, ma prima di tutto della qualità della nostra vita. È importante capire se vogliamo vivere pienamente o sopravvivere: sono scelte che ognuno può fare in piena libertà e responsabilità.