Gnatologia e Malocclusioni perchè intervenire subito.
La gnatologia è la branca dell’odontoiatria che studia e cura gli aspetti anatomico-funzionali dell’apparato masticatorio.

L’obiettivo comune della gnatologia è l’identificazione del corretto rapporto cranio-mandibolare, la sua manutenzione e il suo ripristino. Fisiologicamente il movimento della mandibola avviene in modo libero, isotonico, senza affaticare le strutture ad esse collegate. Nei casi di malocclusione e/o disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, tuttavia questo movimento non è isotonico, con frequenti disturbi alla parola, all’udito e alla postura. Una visita gnatologica può evidenziare la presenza di malocclusione, disturbi dell’articolazione temporomandibolare o cranio-cervico-mandibolare. Dopo un’anamnesi e una diagnosi accurate, il trattamento preparato in gnatologia è il BITE, una lastra in resina che migliora la chiusura delle arcate dentali e ripristina la loro corretta posizione.
Cos’è la malocclusione
Per malocclusione si intende una chiusura non corretta delle arcate dentarie che può derivare da una problematica dentale, scheletrica o mista. Le diverse componenti del cranio si accrescono in periodi differenti. Prima si sviluppa la mascella (la porzione superiore) e successivamente la mandibola (la porzione inferiore). Nei casi in cui si verificherà un alterato accrescimento delle due componenti, sia in senso di eccesso che difetto, si andrà a determinare un tipo di malocclusione che viene definita scheletrica e che molto spesso si può notare osservando il bambino di profilo.
Sinteticamente, abbiamo:
- I classe scheletrica: corretto rapporto tra mascella e mandibola;

- II classe scheletrica: mandibola indietro o mascella avanti;

- III classe scheletrica: mandibola avanti o mascella indietro.

Nella nostra esperienza si è presentato un caso che può aiutarci a comprendere l’importanza di un intervento precoce o per lo meno l’importanza di essere consapevoli di un possibile problema di tipo ortodontico.
Un nostro paziente portò un giorno sua figlia Elisa nel nostro studio, preoccupato che potesse avere un problema di malocclusione. Il timore del padre nasce- va dalla sua esperienza personale: da giovane, a causa di una malocclusione di terza classe, aveva dovuto affrontare un serio intervento chirurgico alla mandibola, intervento che per diverso tempo lo aveva ostacolato nella vita quotidiana, nelle relazioni e nell’alimentazione. In sostanza aveva vissuto l’intervento e le sue conseguenze come un’esperienza traumatica che aveva segnato la sua adolescenza.
Il padre, quindi, preoccupato che sua figlia Elisa avesse “ereditato” il suo stesso problema e che avrebbe dovuto affrontare il suo stesso percorso di sofferenza fisica e psicologica, si era rivolto a noi per una valutazione di possibili problemi ortodontici. In effetti un approccio di tipo preventivo ci aveva permesso, attraverso un’accurata indagine, di individuare per tempo nella figlia lo stesso problema del padre. Nel caso di Elisa però l’avvio precoce di un percorso di ortodonzia, durato fino all’età adolescenziale e seguito con continuità dal nostro studio, le aveva permesso di risolvere il problema di malocclusione, di raggiungere un ottimo risultato estetico, evitando l’intervento chirurgico e le sue conseguenze, che a suo tempo il padre aveva invece dovuto affrontare.
Il caso di Elisa ci può dunque insegnare che nel periodo dello sviluppo (quello che gli psicologi chia- mano “età evolutiva”) i genitori o gli adulti di riferimento svolgono un ruolo decisivo nel mettere in atto strategie preventive, che possono determinare il successo di una terapia o ridurne l’entità. Un problema affrontato per tempo in età evolutiva ha maggiori possibilità di risolversi positivamente, di pesare molto meno sulla crescita e sull’equilibrio del bambino. È sempre meglio fugare un dubbio, affrontare una paura rivolgendosi al dentista, il quale saprà dare una valutazione obiettiva e consigliare il da far- si. Sono ovviamente i genitori che quotidianamente hanno il contatto con i figli, li vedono crescere e cambiare e possono rendersi conto della presenza di un possibile problema. È poi loro compito chiedere l’aiuto di uno specialista di fiducia, a volte anche per riflettere insieme su una preoccupazione o un timore. In questi casi la precauzione è una parte fondamentale nell’attuazione di un percorso preventivo.
Esiste quindi un aspetto molto affascinante dell’ortodonzia: intervenendo nel momento giusto si riesce a sfruttare al meglio la crescita delle strutture, amplificando le caratteristiche positive e attenuando quelle negative! Di conseguenza esistono delle malocclusioni per le quali è importante intervenire precocemente con un tipo di terapia, funzionale o ortopedica, che “sblocca” la crescita delle strutture. Successivamente, nel momento in cui eromperanno i denti definitivi, si potrà eventualmente eseguire la terapia ortodontica per allinearli.
Il grande vantaggio della terapia intercettiva funzionale è quello di permettere una stabilizzazione del sistema e quindi di evitare la recidiva. Viene generalmente consigliata già dai cinque anni di età, in caso di contrazione del palato, tendenza a un aumentato o ridotto accrescimento della mandibola, una sua deviazione laterale, labiopalatoschisi e abitudini viziate. Vengono utilizzati dei dispositivi che hanno come obiettivo quello di riequilibrare l’azione sulla mascella e sulla mandibola dei muscoli della lingua, delle labbra e delle guance. Sono proprio le alterazioni nel- la funzione di questi tessuti molli, oltre che eventuali componenti genetiche, che rivestono un ruolo causale nell’insorgenza di problematiche di accrescimento. In conclusione, intervenire nel momento corretto durante la crescita delle ossa ci permette di risolvere le malocclusioni scheletriche che altrimenti, se intercettate tardivamente, possono essere risolte solamente con la chirurgia maxillo-facciale.