Bellezza non stereotipata: come valorizzare il nostro corpo da diversi punti di vista
Cos’è la bellezza?
La bellezza, secondo noi, è la possibilità di esprimersi per ciò che si è.
Non esiste solo la bellezza oggettiva, canonica, televisiva.
Esistono persone non bellissime secondo gli standard di bellezza ma che per modo di fare, di essere e di porsi, acquisiscono agli occhi degli altri, una bellezza anche estetica ancora più grande.

Intervento di Paolo Nonis (Istruttore di Fitness) :
Ho iniziato da giovane a fare il giudice nelle gare di Body Building e lo sono ancora e fin da allora ho avuto a che fare con la bellezza.
Ora, come istruttore di fitness e wellness sono molto improntato al benessere, allo star bene e a un tipo di fisico sano piuttosto che a un fisico meramente bello.
Lo stare bene con sè stessi porta a stare bene anche con gli altri.
Ognuno di noi ha una sua bellezza naturale. Poi siamo noi che, con le nostre abitudini e il nostro stile di vita, possiamo trasformarci in meglio o in peggio.
Dobbiamo avere cura del nostro corpo, mangiare correttamente e dedicarci ad un’attività fisica moderata.
Un fisico tonico, oltre ad essere bello, migliora la funzionalità, la postura e lo stato di salute. Fare esercizio fisico ci porta a non avere diversi problemi e ad affrontare la quotidianità più facilmente.
Una corretta alimentazione è il secondo ingrediente. Dobbiamo introdurre il giusto apporto calorico e di vitamine necessarie al nostro corpo per farlo stare bene.
Intervento di Tiziana Ceres (Fotografa https://www.instagram.com/photographertiziana/)
Fin da quando ero ragazzina ho vissuto di arte. Il liceo artistico mi ha avviata all’arte e al nudo artistico che mi ha sempre accompagnata.
Lavoro con la fotografia in bianco e nero perché, a mio parere, il chiaro/scuro valorizza le linee del corpo maschili e femminili.
Ho preso spunto da Robert Mepplethorpe, un fotografo che faceva foto di nudo tentando di valorizzare il corpo e ricercando la perfezione per poi scoprire che la perfezione non esiste.
Io voglio allontanarmi dai canoni estetici proposti continuamente dai mass media, dai social e dalle riviste. Siamo bombardati da corpi che non esistono e da quei corpi voglio discostarmi.
Ritraggo persone normali, che fanno lavori normali e hanno corpi normali.
Non uso alcun tipo di foto ritocco e con il gioco del bianco nero cerco di trasmettere la normalità del corpo in tutta la sua armonia, morbidezza ed eleganza.
Non c’è pornografia né volgarità nei miei scatti e per questo piacciono. Sono corpi che piace guardare.
Quando scatto cerco di mettere la donna a proprio agio.
Molte donne dopo aver fatto il servizio si rendono conto di essere belle nonostante i fianchi larghi o stretti, il seno grande o piccolo, le smagliature e tutti quei piccoli difetti che ognuno di noi ha.
Imparano ad apprezzare proprio quegli aspetti che ritenevano difetti perché riescono a guardarsi con occhi diversi. Questo perché vedersi in fotografia non è come vedersi nudi allo specchio ma ci si vede nella propria interezza.
“Come hai imparato ad esprimere la bellezza femminile?”
Vedo il bello. Credo sia una cosa personale. Da donna mi sono ritrovata a non piacermi, a non apprezzarmi, a vivere di diete.
Quando ho cominciato ad accettarmi così come sono ho iniziato ad essere positiva e c’è stato un cambiamento in me e nel modo di vedere le altre donne.
Ho annullato il giudizio verso le altre donne e ogni donna che viene da me è bellissima e basta.
Conclusione della Dott.ssa Martina (Ideatrice del Programma SORRIDI CON MARTINA)
Trovo molte similitudini per quanto riguarda il sorriso.
Avere cura in noi stessi, delle corrette abitudini e di conseguenza un sorriso che ci fa stare bene, ci porta ad acquisire sicurezza e autostima e proprio questa energia ci porta a manifestare la nostra bellezza.
Grazie all’intervento di Paolo e Tiziana speriamo di aver dato uno spunto su cui riflettere e, soprattutto, il desiderio di imparare a prenderci cura di noi stessi e di guardarci con occhi diversi, più amorevoli e meno giudicanti. Perché la bellezza sta nella capacità di guardare oltre all’apparenza.