Ortodonzia intercettiva nei bambini
L’Ortodonzia Intercettiva si può definire semplicemente una terapia capace di prevenire o risanare una malocclusione - cioè un disallineamento tra l’arcata dentale superiore e quella inferiore - per scongiurare il rischio di un aggravamento o trovare ed eliminare la causa.
Infatti se un bambino viene curato in tenera età, è più difficile che presenti una malocclusione grave da sistemare in futuro, altrimenti si presenta il rischio di arrivare a dover operare il piccolo, una volta terminata la sua crescita intorno a 17-18.
L’azione quindi deve essere intrapresa tra i 6 e i 9 anni, - nel momento in cui i denti da latte vengono sostituiti con i denti permanenti - in questo periodo infatti si presenta una modifica completa che cambia il modo di far combaciare le due arcate dentarie -.
Quindi bisogna capire immediatamente se c’è bisogno o meno di interventi sui denti da latte e sulla struttura ossea, lo specialista potrà riconoscere la malocclusione del bambino ed intervenire con un intervento dalla durata di almeno un anno, per poi continuare con controlli periodici.
Una volta finito il cambiamento totale dei denti, sarà possibile valutare se intervenire rimuovendo strategicamente alcuni di essi, per favorire la corretta crescita di quelli permanenti.
Malocclusione nel bambino
In un bambino è possibile riconoscere diverse malocclusioni, mediante esami specifici, in certi casi addirittura visibili ad occhio nudo.
Nel piccolo durante lo sviluppo si può notare la crescita incontrollata della mandibola oppure dell’osso mascellare.
È importante che il riallineamento delle due parti venga effettuato quando ancora il paziente è in fase di dentizione acidua: le università hanno dimostrato che trattando in maniera precoce questa tipologia di problemi, si ha il riallineamento della mandibola e della mascella, riducendo così il rischio di dover operare il piccolo, rispetto a un paziente non trattato.
Per intervenire in queste situazioni differenti tra loro, vengono utilizzate altrettante apparecchiature.
Maschera di Delaire
Questo apparecchio ortopedico si utilizza principalmente nei casi in cui il bambino, chiudendo la bocca, porta i denti inferiori più avanti di quelli superiori e quindi presenta un disallineamento grave.
La maschera favorisce la crescita mascellare: essa applica una forza che viene sprigionata attraverso l’uso di elastici, e permette alla mascella (la parte superiore) di crescere in avanti e riallineare le due parti. In un arco di tempo che va dai 6 agli 8 mesi, il problema sarà risolto.
Essendo un apparecchio molto invasivo poiché presenta la maggior parte della struttura nella parte esterna, viene utilizzato solo la notte.
Espansore palatale
In caso ci si trovasse in una situazione che coinvolge un bimbo con la masticazione inversa laterale, bisognerà utilizzare un espansore per il palato ed intervenire il prima possibile. Praticamente questo espansore serve ad allargare il palato contratto, facendo forza sui molari laterali mediante una vite di allargamento posta nella parte centrale della struttura, regolata in base alle esigenze dal dottore.
L’abitudine più comune nei bambini piccoli è sempre quella di tenere il succhiotto superati i 3 anni, oppure sostituirlo con il succhiamento della dita.
Quando fissare una visita?
Una visita al momento giusto permette di scoprire le cattive abitudini e di fermarle in maniera semplice e veloce.
Principalmente l’odontoiatra si occupa più di risolvere questi vizi psicologicamente e meno attraverso gli interventi. Infatti è molto importante per il medico instaurare un rapporto di fiducia con il piccolo paziente e con i genitori, in modo tale da facilitare l’azione di risanamento di questi.
Dopo il trattamento iniziale per risolvere i problemi alla radice, si può passare alla terapia che permette di posizionare in maniera ideale i denti permanenti e riuscire ad armonizzare tutti gli elementi della bocca.
La fase di allineamento può essere effettuata sia con con terapia fissa che con le mascherine in entrambe le arcate dentarie, quella superiore e quella inferiore.
In caso ci si trovi davanti un paziente che non mostra problematiche in età precoce, si può procedere ad un trattamento direttamente intorno ai 12 - 13 anni, in modo tale da ottenere un ottimo risultato finale.
Un paziente che ha seguito un’accurata terapia intercettiva in età pediatrica, sarà più propenso a finalizzare gli obiettivi scelti dal medico in fase iniziale e quindi risponderà meglio alla procedura.
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